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COLAZIONE DA TIFFANY di Truman Capote
13 marzo 2012 | 1 aprile 2012
con Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia - Regia P. Maccarinelli
Raccontare di Holly? Innamorarsi di una creatura selvatica? Per tutti Colazione da Tiffany è il film di Blake Edwards con l’indimenticabile Audrey Hepburn e George Peppard... Per quasi tutti, dato che Colazione da Tiffany è un breve romanzo gioiello di Truman Capote da cui Samuel Adamson ha tratto una riduzione teatrale. Ho accettato di dirigere Colazione da Tiffany perché lo considero un classico del ‘900. Holly Goligthly è una cover girl americana arrivata a New York un po’ lolita cresciuta, un po’ traviata; intorno a lei ruotano i molti personaggi del mondo un po’ ridicolo e patinato dell’East End newyorkese: un agente di Hollywood, un mafioso italoamericano, il proprietario di un bar, ricchi diplomatici brasiliani. Lei vive in una modesta casetta dell’East Side popolata da una fauna artistica al limite della sopravvivenza e della trasgressione. Tutti sono un po’ innamorati di Holly che sembra attraversare la vita in punta di piedi: il suo passato, il primo marito, la sua attività di prostituta, le sue feste sgangherate... ma Holly ha una grazia innata e per tutti “è in transito”. Nessuno la può fermare, catturare o dire che appartenga a lui. Suo contraltare nella drammaturgia è lo scrittore William Parsons, timido, impacciato, che subisce il suo fascino e la considera sua fonte di ispirazione. Trascinato da Holly a conoscere e vivere la grande New York, William è la nostra guida fra le pagine del testo teatrale. (Piero Maccarinelli)
